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L'ELLENISMO

 


Il periodo che va dalla morte di Alessandro Magno (323 a.C.) fino alla progressiva diffusione del Cristianesimo viene chiamato "ellenistico". Il momento storico vide lo sfaldarsi della Grecia delle polis (le città-stato), e il frammentarsi dell'effimero impero alessandrino in una pluralità di regni. Questi regni, le cui più importanti capitali saranno Alessandria, Pergamo, Antiochia e Rodi, contribuiranno a diffondere la cultura greca ("ellenica" da Hellas, nome greco della Grecia) in tutto il bacino del Mediterraneo e nel medioriente. Tale ampio processo di diffusione dei caratteri ellenici
in un area così vasta creerà anche le condizioni per una contaminazione reciproca tra la cultura orientale e quella greco-mediterranea.

Questo mutamento del clima culturale ebbe ricadute anche sulla filosofia: l'importante polo filosofico di Atene perse la sua peculiare centralità, fiorirono quindi altri centri culturali, quali, ad esempio, Alessandria e Roma. Ad Alessandria si impose all'attenzione della storia il progetto della "Grande Biblioteca", in cui tutti i più importanti testi della tradizione culturale del tempo si troveranno riuniti e disponibili alla consultazione dei sapienti (Ad Alessandria fiorì la scuola neoplatonica di Ammonio Sacca e di Plotino). Si dice che la Biblioteca contenesse 600.000 volumi, per catalogare i quali si rese necessario assegnare a ciascun volume un titolo e un autore, uso sconosciuto fino ad allora. Oltre alla Biblioteca, importante fu la fodanzione del Museo, un complesso architettonico simile a un moderno campus universitario in cui i sapienti giunti da ogni parte del mondo conosciuto potevano condurre le proprie ricerche in assoluta libertà.

Oltre ad Alessandria, non poteva che imporsi all'attenzione della storia anche Roma. Qui fiorirono prevalentemente lo
stoicismo, l'epicureismo e il neoplatonismo, a Roma vissero gli stoici Seneca ed Epitteto, stoico fu l'imperatore Marco Aurelio, ma anche l'epicureismo si diffonderà grazie al proposito di curare i mali dell'anima, infine, Plotino a Roma fondò la sua scuola neoplatonica suscitando l'interesse dell'imperatore Gallieno (244 d.C. circa).

Possiamo delineare i tratti principali dell'ellenismo:

1. La filosofia tende a perdere il suo carattere teoretico (la tendenza a discutere dei soli concetti astratti e metafisici) per interessarsi maggiormente all'etica (aspetto derivato dalle dottrine socratiche), tuttavia sarebbe riduttivo intendere l'ellenismo come movimento culturale privo di spessore metafisico, soprattutto per lo stoicismo e più che mai per il neoplatonismo vedremo come la metafisica costituirà parte importante della dottrina.

2. La filosofia diventa medicina dell'anima, il filosofo diventa terapeuta ("l'uomo deve essere liberato dalle passioni, vero e unico male", motto dello stoicismo; "vuoto è l'argomento del filosofo che non dà sollievo all'umana sofferenza", motto di Epicuro);

3. La fine della polis, dell'unità politica delle città-stato, che porta ad una certa "delocalizzazione" del pensiero e ad una diffusione più vasta della filosofia, nelle intenzioni, pratica accessibile a tutti gli uomini;

4. La scoperta della persona come singolo gravato da sofferenze, malumori, difficoltà legate alla condizione esistenziale: nell'arte si abbandona il canone della kalokagatia e si raffigurano momenti della vita quotidiana con maggiore realismo e meno idealismo, nel teatro, la tragedia lascia il posto alla commedia.

5. Il primo tentativo di raccolta enciclopedica del sapere, riassunto nella costruzione della Grande Biblioteca d'Alessandria.

L'ellenismo, e il fiorire delle diverse scuole di pensiero, portarono anche a un mutamento di carattere più "didattico": dall'atteggiamento socratico aperto e improntato al dialogo e alla dialettica, si giunse a un progressivo irrigidimento dei metodi di insegnamento. Soprattutto per l'epicureismo e per lo stoicisimo si assistette ad un irrigidimento dottrinale, per cui le due scuole divennero circoli più chiusi ed elitari in cui i sapienti si confrontavano in ragione del proprio dogma. Tra le scuole si esasperò la competizione, all'interno delle dottrine si assistette al fenomeno della divinizzazione del maestro, soprattutto per l'epicureismo (una gran numero di busti di Epicuro furono ritrovati nelle case dei romani e dei greci del tempo) e per il neoplatonismo (i cui maestri assunsero quelle caratteristiche "divine" che poi vennero trasmesse all'iconografia del primo cristianesimo).

 

 

Scheda di Forma Mentis - Ultimo aggiornamento 04-11-2006
Ref. Atlante filosofico, Ubaldo Nicola

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